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mercati storici


Immergersi nel centro storico svelerà il cuore pulsante della città, con i suoi antichi mercati all’aperto pieni di colori, profumi, tradizioni e ‘’abbanniate’’, i caratteristici canti intonati a squarciagola per vendere la mercanzia.


Il mercato del Capo, abbreviazione di Caput Seralcadi, antico nome del rione che già dall’epoca della dominazione araba ospitava il mercato è oggi una delle principali attrazioni della città. È il mercato degli abitanti della zona e non solo, turisti, curiosi, escursionisti, tutti affascinati dalle vivacissime esposizioni di frutta, verdura, pesce, spezie e carni… e che prezzi! Piccoli ma preziosi capolavori dell’architettura barocca si svelano agli occhi increduli dei passanti. A pochi metri dall’ingresso del mercato c’è la chiesa dell’Immacolata Concezione edificata nel 1600, un trionfo di Barocco che pochi conoscono, tripudio di allegorie, marmi mischi e policromi. 

La Vucciria, che in dialetto significa ‘’confusione’’, era anticamente il luogo destinato al macello e alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita di pesce, frutta e verdura, ma occorre andare molto presto la mattina altrimenti si rischia di trovare vuote le ‘’balate’’, le lastre di marmo delle bancarelle. Oggi è divenuto palcoscenico della movida palermitana e dello street food, grazie ai numerosi locali e taverne che vendono i loro prodotti a costi competitivi. A renderlo celebre il dipinto del pittore siciliano Renato Guttuso che nel 1974 ritrasse ‘’ Vucciria di Palermo’’, un tripudio di colori e di mercanzia che in Italia e all’estero è icona della nostra tradizione.


Ballarò, il mercato popolare per eccellenza e anche il più esteso: inizia nelle vicinanze della stazione centrale e continua su via Maqueda, una delle arterie storiche della città vecchia fino a Casa Professa, gioiello barocco da visitare, dove nell’omonima piazza viene allestita anche una vendita di abbigliamento usato. Ballarò è di certo il più pittoresco mercato di ‘’grascia’’, cioè di prodotti alimentari che arrivano dalle campagne. Da non perdere i venditori ambulanti di prodotti tipici del cibo da strada per cui la città è divenuta celebre.

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